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mercoledì 1 maggio 2013

Lazio: delibere, varianti e nomine di fine mandato by Polverini. “Inopportune”



Nonostante fosse dimissionaria dal settembre 2012, la giunta dell'ex governatrice ha preso una serie di decisioni che esulano dall'ordinaria amministrazione. Provvedimenti disposti fino a 9 giorni prima delle elezioni del 24 e 25 febbraio scorso e discussi non nelle sedi competenti ma presso l'Ugl, il sindacato di provenienza dell'ex numero uno della Regione


Decine di delibere, varianti del Piano regolatore generale (Prg) per centinaia di migliaia di metri cubi di nuovo cemento, adozioni di regolamenti di agenzie regionali e conseguenti nomine dirigenziali nei medesimi enti. Non sono i primi atti della nuova amministrazione targata Zingaretti ma i colpi di coda della vecchia giunta Polverini che, dimissionaria dal settembre 2012, ha approvato decine di delibere che esulano dall’ordinaria amministrazione; mai così attiva fino a pochissimi giorni dalla tornata elettorale del 24 e 25 febbraio scorso.

Così dopo gli incarichi dirigenziali, legali e di consulenza da centinaia di migliaia di euro risalenti a gennaio 2013, la giunta, o meglio quel che ne restava dopo il rimpasto del 27 settembre 2012, ha continuato a riunirsi per approvare delibere su delibere fino al 15 febbraio scorso, a nove giorni dalle elezioni. Riunioni che, tra l’altro, si sono svolte in un luogo quantomeno singolare: in via delle Botteghe Oscure 54, dove c’è anche una sede dell’Ugl, proprio l’ex sindacato di Renata Polverini. La tappa finale di una serie di riunioni di giunta svoltesi tra novembre e febbraio durante le quali si sono approvate oltre 120 delibere. “Circa 35 di queste – dichiara Domenico Farina, coordinatore Usb pubblico impiego della Regione – sono illegittime, o quantomeno inopportune, poiché non fanno assolutamente parte dell’ordinaria amministrazione. La Polverini si è dimessa a fine settembre ma ha continuato a nominare dirigenti, ad approvare nuovi regolamenti di agenzie regionali come l’Ardis, l’Agenzia regionale per la difesa del suolo, e l’Arp, l’Agenzia regionale parchi. Normalmente in amministrazione ordinaria si pagano gli stipendi e le bollette ma qui si sono deliberate varianti di Prg per centinaia di migliaia di metri cubi e approvati regolamenti che cambiano la struttura organizzativa degli enti regionali, cose che solo un’amministrazione nel pieno dei suoi poteri può fare, non certo una giunta dimissionaria”.

Ma in Regione Lazio ha operato a pieno regime anche il direttore del Dipartimento istituzionale e territorio, Luca Fegatelli. A gennaio ha nominato sei dirigenti d’area all’Arp e, a cavallo fra le elezioni e l’insediamento della nuova amministrazione targata Zingaretti, ha nominato anche il direttore vicario dell’agenzia. Anche all’Ardis non sono rimasti con le mani in mano. Con la giunta ancora vacante, il direttore Mauro Lasagna ha nominato ben 4 dirigenti d’area. “Una serie di designazioni a raffica – spiega Roberta Bernardeschi, segretaria regionale della Direr, sindacato dei dirigenti regionali – che non si fanno certo a pochi giorni dalle elezioni o addirittura dopo, con la nuova giunta che ancora non si è insediata. L’Ardis e l’Arp tra l’altro raddoppiano, entrambe, le competenze svolte da altre strutture regionali dell’ambiente e della Protezione civile, senza dimenticare i numerosi enti parco che gestiscono direttamente le rispettive aree naturali protette, nelle quali sono presenti numerosi dirigenti. Non si capisce neanche l’urgenza di alcune nomine. L’Arp è senza direttore da due anni e mezzo, perché nominarne uno vicario il 15 marzo? Per gli ultimi dirigenti Arp e Ardis nominati parliamo di centinaia di migliaia di euro di stipendi annui. Tra l’altro – conclude la Bernardeschi – Zingaretti ha dichiarato più volte di voler riordinare le agenzie regionali per combattere gli sprechi, quindi queste nomine fatte prima del suo insediamento mi sembrano ancor di più inopportune”.

Spostando l’attenzione sulle numerose varianti di Prg approvate il 15 febbraio scorso, saltano agli occhi la delibera 24, quasi 200 pagine di allegati nelle quali si descrivono ben 7 interventi in variante al piano regolatore vigente, la 26 che mira alla cementificazione dell’Agro romano tramite la compensazione, strumento che permette ai potenti immobiliaristi romani di trasferire le costruzioni previste in alcune zone in altre, spesso facendo crescere le cubature. In questo caso i diritti edificatori sono rilocalizzati in zona Paglian Casale, una colata di cemento, targata Leonardo Caltagirone, dalle proporzioni bibliche: circa settemila abitanti all’interno di un territorio protetto dal vincolo paesaggistico dell’Agro Romano firmato nel 2010 dall’allora ministro della Cultura Sandro Bondi.

“Un’altra variante di Prg scandalosa – spiega l’urbanista Paolo Berdini – è la delibera 597 approvata il 14 dicembre scorso, un’altra compensazione per costruire l’ennesimo centro commerciale: tra Roma città e intorno all’anello del grande raccordo anulare abbiamo superato quota 40 in pochi anni. Si potrebbe andare avanti all’infinito elencando tutte queste varianti di Prg, decise in amministrazione ordinaria, con la giunta Polverini ufficialmente dimissionaria da tempo ma attiva più che mai nell’approvare delibere per i costruttori romani”. “Chiediamo a Zingaretti – chiosa Farina – di revocare tutti questi atti fatti in ordinaria amministrazione, a partire dai nuovi regolamenti dell’Ardis e dell’Arp, che hanno aperto il valzer delle nomine dirigenziali, fino ad arrivare alle delibere approvate qualche giorno prima delle elezioni nella singolare sede dell’Ugl, luogo non ordinario quanto i provvedimenti stessi ratificati”.

* da ilfattoquotidiano.it ,  27 aprile 2013
lunedì 8 aprile 2013

Roma:Tsunami di occupazioni in città: 'conquistati' 9 palazzi, 3000 persone prendono casa



Un comunicato congiunto annuncia "l'accensione delle luci per spegnere la rendita ed il profitto a danno di pochi". Occupazioni da Ponte di Nona a Garbatella, passando San Basilio e l'Appia


di Mauro Cifelli *


"La sveglia è di nuovo suonata". Questo l'annuncio con il quale i Movimenti per il Diritto all'Abitare, Coordinamento Cittadino di Lotta per la Casa, Blocchi Precari Metropolitani, Action e Comitato Obiettivo Casa comunicano l'occupazione di nove diversi stabili nella città.  "A Ponte di Nona - si legge su dinamopress.it - occupate le case sfitte di Caltagirone e a Garbatella ex Asl dismessa. Colpito il patrimonio sfitto dell'Atac con due occupazioni sulla Tiburtina. A San Basilio occupato uno stabile di proprietà del fondo immobiliare del Banca Popolare di Milano, mentre in XI municipio occupati locali prima dell'assessorato alla Casa della Regione Lazio, ora sul mercato con un fondo immobiliare con sede a Lussemburgo. Sull'Appia lo stabile invaso da famiglie in emergenza abitativa è di proprietà dei Cavalieri dell'Ordine di Malta. In via Antonio Musa è nato lo studentato occupato Degage. A CasalBertone gli studenti universitari di MushRoom Project occupano simbolicamente uno studentato vuoto".


OCCUPA LA CITTA' - Giornata di occupazione con le azioni documentate fotograficamente e spiegate in un comunicato a firma dei movimenti romani per il diritto alla casa: "6 aprile 2013 ore 13 la sveglia è di nuovo suonata. - si legge nel comunicato -. Se stai vivendo con la paura che l'ufficiale giudiziario bussi alla porta di casa per eseguire lo sfratto o il pignoramento. Se negli ultimi anni o mesi hanno visto l'affitto della tua abitazione aumentare a dismisura fino a raddoppiare o persino a triplicare. Se non ce la fai più a pagare mutui e affitti improponibili. Se sei disoccupato o disoccupata, precario o precaria. Se arrivare alla fine del mese comunque è diventata una missione sempre più impossibile. Se stai pagando il prezzo di una crisi che certamente non hai contribuito a generare e la tua vita sta diventando un incubo, non ci dormire sopra, vieni con noi, riprenditi ciò che ti spetta, Occupa la città".

NOVE STABILI OCCUPATI - Movimenti che propongono che: "gli enti locali acquistino a prezzo di costo le 51,000 case sfitte sul mercato per risolvere l'emergenza abitativa, si smetta di costruire e si recuperi il dismesso e l'invenduto". "Pochi minuti fa nella città sono stati occupati altri 13 stabili vuoti ed abbandonati. Le luci di altri 13 palazzi (in realtà nove ndr) – ex uffici e case invendute – sono state accese per spegnere la rendita ed il profitto di pochi a danno di tutti. Per lasciare al buio chi da anni ha accumulato smisurate fortune rubandoci territorio e vita. Altri 13 spazi sono stati sottratti ai signori del mattone e della speculazione proprio nel momento in cui si vorrebbe riversare su Roma una nuova valanga di cemento privato approvando – in zona cesarini – una nuova sfilza di delibere cosiddette “urbanistiche” che in realtà rappresentano l'ennesimo “Sacco di Roma”. Del resto le ombre nere dei Re di Roma sono già pesantemente entrate in campo nella competizione elettorale che porterà ad eleggere a fine Maggio il nuovo sindaco ed il nuovo consiglio comunale di Roma. Giocano in tutte le squadre per disegnare come sempre e più di sempre, a loro uso e consumo, il futuro di una città già fin troppo saccheggiata e devastata, oramai Capitale del cemento, dell'austerità e del magna magna. E' compito di tutti e tutte noi fermarli. Far emergere - nel conflitto e nella autorganizzazione – un'altra idea di città. Un'altra Roma da costruire e conquistare insieme".


Ondata di occupazioni Roma 07.04.2013 - fonte www.dinamopress.it

CORTEO IL 9 APRILE - Occupazione della città non sufficiente a risolvere l'emergenza abitativa a Roma, come spiegano ancora i movimenti annunciando un corteo per il prossimo 9 aprile: "Del resto, siamo consapevoli che non basterà – ammesso che effettivamente arrivi -, qualche taglio ai cosiddetti costi della politica, una spruzzata di trasparenza e qualche volto giovane e nuovo che magari poi tanto nuovo non è, a cambiare veramente le cose, a spazzare via gli interessi di quei potenti che continuano a seminare precarietà e ad affamarci. Nessuno al posto nostro conquisterà i diritti che ci vengono negati. Solo noi direttamente possiamo riprenderci ciò che ci spetta. Anche per questo abbiamo deciso di collegare oggi, in una grande giornata di lotta e mobilitazione le lotte per l'abitare con quelle contro le discariche, gli inceneritori e tutte fonti di nocività che distruggono i territori e le salute. Con queste idee ben chiare in testa ci prepariamo a manifestare Martedì 9 Aprile con un corteo che arriverà fin sotto le finestre della presidenza della Regione Lazio per chiedere a gran voce il blocco generalizzato degli sfratti e degli sgomberi e la realizzazione immediata di un piano straordinario contro l'emergenza abitativa".


·         da  www.romatoday.it,      6 aprile 2013 

nella foto: Stabile dell'ordine dei Cavalieri di Malta occupato (foto dinamopress)
martedì 2 aprile 2013

Trasparenza 5 Stelle al Comune di Roma



"Al Campidoglio è cominciata la nostra operazione di trasparenza. Abbiamo depositato l'istanza di accesso agli atti relativi ai contratti derivati stipulati dal Comune di Roma. Su questi contratti la Corte dei Conti ha già invitato i vari comuni ad impugnarli ritenendoli contrari all'ordine pubblico e all'articolo 119 della Costituzione. Analogo invito è stato fatto dall'ANCI (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) in seguito alla nota sentenza del Tribunale Penale di Milano che ha condannato quattro banche e i relativi manager. 

Questi contratti sono stati stipulati dall'amministrazione Veltroni e sostanzialmente l'attuale amministrazione ce li ha nascosti. E' stato infatti nominato un commissario che, nelle varie relazioni, si limita ad affermare che sei su nove contratti derivati sono stati "non meglio definiti". A questo punto noi pretendiamo di vederci chiaro, pretendiamo di sapere la verità. Questi contratti non sono visibili e non sono presenti nel sito del comune. Paghiamo circa 500 milioni l'anno soltanto di interessi. Questo importo, se utilizzabile in termini sociali, consentirebbe di far entrare tutti i bambini romani gratuitamente negli asili nido, mentre oggi entra un bambino su otto. Ricordiamo che il Comune di Milano, che ha attuato simili politiche di contenzioso, ha recuperato circa 700 milioni di euro nel contenzioso introdotto con le banche. Pretendiamo, secondo i nostri principi, la totale trasparenza.

 Marcello De Vito, M5S, candidato sindaco di Roma

giovedì 14 marzo 2013

M5S: “Ecco i 57 candidati al Campidoglio, vogliamo una Roma a 5 stelle”



di Irene Buscemi *

Presentazione dei candidati del M5s al Campidoglio. L’evento si è tenuto al terminal Gianicolo di Roma, a due passi da San Pietro dove il nuovo Papa Francesco si affacciava al mondo. Traffico congestionato ed attivisti in ritardo, ma tutto si è svolto con serenità. Diretta streaming sul canale La Cosa per conoscere il possibile candidato sindaco e i suoi consiglieri. E poi votazioni sul sito beppegrillo.it, previste il 19 e 20 marzo. L’evento è privato, non è possibile fare interviste ai 57 candidati al comune di Roma. Ma si suggella un armistizio tra attivisti e stampa. Cortesia e collaborazione sono le nuove regole del rapporto. Il movimento concede un breve tour all’interno della sala per potere avere le immagini. Sono 400 gli attivisti accreditati e centinaia online.

Chi ha diritto di votare sono coloro iscritti al forum nazionale entro il 31 dicembre 2012. “Questo è un evento interno al movimento, nessuna preclusione alla stampa, ma serve per garantire la par condicio ed evitare favoritismi, non vogliamo che i media selezionino per noi 4 o 5 volti” ci spiega l’attivista Stefano Zaghis, imprenditore friulano. “I candidati sono cittadini come noi, lavorano e hanno le esperienza più variegate, con una caratteristica comune sono gente a posto, a livello morale ed etico” aggiunge un altro attivista, Massimo Marinelli. “Roma può diventare un comune a 5 stelle, anche senza che si arrivi al ballottaggio”, afferma il neo-consigliere eletto alla Regione Lazio, Davide Barillari. Su un’eventuale scelta tra centro-destra e centro-sinistra al secondo turno gli attivisti affermano: “Ci saremo noi, nel caso contrario libera scelta nel voto”. E Barillari chiosa: “La linea è sempre la stessa, nessuna alleanza con questi partiti, eccetto con liste civiche e movimenti di cittadini nati dal basso”  



*  da   ilfattoquotidiano.it   ,   14 marzo 2013