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Il Pianeta verde
L'HOMME PARLE
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giovedì 22 luglio 2010
NO alla chiusura dei Parchi Nazionali
NO alla chiusura dei Parchi Nazionali: il 23 luglio sit-in a Roma al Ministero dell'Ambiente!Il popolo dei parchi scende in piazza il 23 luglio 2010, dalle ore 11.00, per manifestare contro la manovra del Governo, già approvata in Senato da pochi giorni e ora all'esame della Camera, che, tra l'altro, prevede il dimezzamento dei finanziamenti alle Aree potette nazionali.
Una scure che si abbatte sul sistema già fragile dei Parchi, causandone la totale paralisi o la chiusura della metà di essi. Un gravissimo colpo alla natura e al turismo d'Italia: fauna, paesaggio, fiumi, boschi e coste negli ultimi 24 paradisi naturali (si pensi a Gran Paradiso, Stelvio, Dolomiti Bellunesi, Foreste Casentinesi, Arcipelago Toscano, Sibillini, Gran Sasso, Abruzzo, Circeo, Cilento, Vesuvio, Gargano e molti altri) saranno di nuovo oggetto di speculazione e sfruttamento indiscriminato. Saranno cancellate anche le politiche ambientali richieste dall'Unione Europea. E ciò, proprio nell'Anno Internazionale della Biodiversità, la cui Strategia Nazionale riconosce il ruolo strategico dei parchi e la necessità di rafforzarli.
Tutte le Aree Protette Nazionali, pari a circa il 5% del territorio nazionale, costano oggi 50 milioni di euro, appena un caffè all'anno per ogni italiano. Ma per il Governo, evidentemente, l'ambiente, la biodiversità e lo sviluppo sostenibile, temi strategici a livello mondiale, non valgono neppure questo caffè!
Per il 23 luglio le associazioni che rappresentano il mondo dei parchi (direttori, dipendenti, guide, guardia parco, educatori ambientali) e quelle ambientaliste hanno organizzato un sit-in al Ministero dell'Ambiente, per dire NO a un taglio irrazionale e indegno di un paese civile, una grave violazione di diritti costituzionali, comunitari e internazionali; Perché è ora di dire basta ai continui attacchi che indeboliscono e screditano istituzioni necessarie e strategiche quali i Parchi.
Lo Scrigno dei Tesori naturali d'Italia, che i Parchi non sono più in grado di custodire per le future generazioni, verrà simbolicamente riconsegnato al Ministro Prestigiacomo,
chiedendo:
1) che vi sia un effettivo e definitivo (e non solo sulla carta) riconoscimento delle Aree protette quali strumenti fondamentali e irrinunciabili nelle politiche ambientali,
2) che le Aree protette nazionali vengano escluse dal dimezzamento dei contributi ordinari previsto dall'art. 7 comma 24 della manovra economica (D.L. 78/20010) e vengano messi nella condizione di operare per il raggiungimento degli obiettivi strategici e nazionali e comunitari.
Possono e sono invitati a partecipare tutti, per la difesa dell'Ambiente e dei Parchi.
Seguirà aggiornamento con il programma dettagliato e di altre Associazioni invitate ad aderire
UNIONE per i parchi e la natura d'Italia
394 Associazione nazionale personale aree protette
AIDAP Associazione italiana direttore e funzionari aree protette
AIGAE Associazione italiana guide ambientali
AIGAP associazione italiana guardie dei parchi e delle aree protette
ISTITUTO PANGEA
WWF
lunedì 19 luglio 2010
E' nato: ECOCASTELLI.IT

5 luglio 2010: ha aperto www.ecocastelli.it
Un sito per vivere al meglio i Castelli Romani, con i loro problemi e con i loro tesori. Uno sguardo attento ad una vita sana e sostenibile, responsabile ecologicamente e socialmente. Tutte le informazioni su quello che si muove di positivo nel territorio dei Castelli e loro dintorni: iniziative, incontri, notizie, eventi, spettacoli. E anche un sito per incontrarsi e conoscere nuove possibilità, discutere e dibattere, scambiare opinioni, informarsi e documentarsi. In più una vetrina privilegiata ed uno spazio specializzato per le attività culturali ambientali e olistiche. Aspettiamo i vostri suggerimenti.
domenica 18 luglio 2010
Riflessioni sugli Ecologisti: Men at work
Nel variegato mondo degli “ecologisti” si è consolidata l’abitudine a fare lunghe e complicate discussioni , riunioni, incontri, da cui scaturiscono piccole e irrilevanti decisioni, progetti, iniziative.
Insieme si è consolidata una inconfessata abitudine a essere irrilevanti, a costruire piccoli gruppi, piccole cose, piccoli risultati; a volte si è consolidata in realtà l’abitudine a perdere e a subire sempre e tutto; la piega che sta prendendo la battaglia contro il ritorno del nucleare dove c’è un “movimento” che in realtà “non si muove” è un esempio di cui dovremo urgentemente discutere.
E’ molto più facile trovare 1 motivo per dividersi che mettere in rilievo 99 motivi per unirsi.
Così come ci sono infiniti modi attraverso i quali ci si illude, a volte per anni o per decenni, di fare qualcosa, nel mentre in realtà non si fa nulla (nulla di “sensibile” nulla che “trasformi un pezzetto della realtà” italiana che non ci piace).
Il rischio principale di incontri dove molte persone affini, ma di molti gruppi diversi, si incontrano, è quello che tutto si risolva in una grande, lunga, inutile, alla fine frustrante, chiacchiera in cui nessuno vive la “responsabilità” delle cose su cui sta discutendo e sui cui dovrebbe prendere utili decisioni insieme a molti altri e su cui ognuno (tutti) si mette dal giorno dopo a lavorare; è più facile tornare al proprio gruppetto, associazione, comitato, gruppo civico,verde, tematico,di quartiere, al proprio blog, rivista o altro. Da questo “vuoto di responsabilità” nasce in gran parte l’assenza di un significativo movimento politico degli ecologisti italiano,ormai una vera “anomalia” in Europa e nel mondo nel mentre esistono migliaia di gruppi e iniziative ,tutte assolutamente nobili,condivisibili, ma poco rilevanti nella realtà.
Per questo è bene essere onestamente chiari su quanto vogliamo,vorremmo fare, senza giraci intorno:
1) Vogliamo far nascere un nuovo movimento politico, gli ECOLOGISTI , in Piemonte ed in Italia così come essi esistono con tante sfumature diverse, in circa 100 nazioni del mondo.
2) Il percorso è lungo (2 anni ?) ma il problema è che ogni passo fatto 10, 100..sia nella direzione giusta e senza perdere l’obiettivo: Ad esempio non vogliamo costruire un nuovo “cartello elettorale”, neanche un “coordinamento di movimenti” (cioè di piccoli gruppi che si autoeleggono a “movimenti”) neanche un piccolo nuovo partitino verde, ne nulla che abbia a che fare con l’ennesima “rifondazione della sinistra” questione ormai obsoleta che molti di noi da tempo si sono lasciati alle spalle.
3) Gli Ecologisti non hanno nulla a che fare con gli ambientalisti, neanche con i verdi (in salsa italiana) Si tratta di un movimento nuovo, moderno, radicale, che si occupa di elezioni ,di lotte, di strutture nel territorio, di rete web, di cultura, di musica, cinema e arte, di riflessione etica e spirituale, di problemi del pianeta ( uomini e donne, animali, piante, fonti di energia e di alimentazione etc..) insomma di tutto ciò che ha a che fare con la vita e la felicità, la sopravvivenza e la dignità di chi vive sul pianeta (uomini, animali,cose).
4) Per fare i primi passi bisogna:unirsi e condividere / organizarsi e fare cose concrete (aprire sedi multifunzionali,costruire un Portale che garantisca organizzazione rapida di scelte e azioni / fare manifestazioni, azioni esemplari ma anche concerti ,dibattiti ( una scuola di Ecologia ?) ..etc..etc. / dare e raccogliere soldi prevalentemente fuori dai canali e dai contributi di casta tipici della politica trovando i modi per farlo anche divertendosi e fornendo servizi utili e piacevoli per tanti.
5) Unirsi e condividere vuol dire non porre veti a nessuno, includere e non escludere; nei fatti ciò che è incompatibile si escluderà da solo o cambierà la propria vocazione: se ciò non avviene vuol dire che il progetto non cresce davvero ,che è taroccato, che non siamo capaci di costruirlo..che è anche una possibilità..
6) Un progetto grande richiede una grande adesione ,cioè tante persone e tanti gruppi che hanno tanto in comune (il 90% ? ) con sicuramente un 10% di differente. Se qualcuno pretende il 100%, naturalmente il suo 100%, sbaglia e non aiuta il progetto; se è una persona influente..lo distrugge ..lo rende impossibile..non lo fa nascere. Questa è una delle malattie storiche della sinistra ,da cui sono nati i suoi mille frammenti ..e la sua morte
7) Il Potere e i Soldi : Sono una questione seria; discuterne a fondo è determinante; Oggila Convenienza tende a prevalere sui Sentimenti; il Potere a prevalere sulla Felicità; Un Posto in lista sulla Gioia di un Successo collettivo. E’ un lungo discorso che spiega perché ci sono tante persone ricche, piene di potere, arroganti, che sono in realtà infelici, frustrate, in definitiva “povere”. A volte cadono rapidamente in disgrazia..qualche volta hanno anche un infarto prematuro..
Con calma svilupperemo meglio queste riflessioni affrettate
Massimo Marino Gruppo delle Cinque Terre
Insieme si è consolidata una inconfessata abitudine a essere irrilevanti, a costruire piccoli gruppi, piccole cose, piccoli risultati; a volte si è consolidata in realtà l’abitudine a perdere e a subire sempre e tutto; la piega che sta prendendo la battaglia contro il ritorno del nucleare dove c’è un “movimento” che in realtà “non si muove” è un esempio di cui dovremo urgentemente discutere.
E’ molto più facile trovare 1 motivo per dividersi che mettere in rilievo 99 motivi per unirsi.
Così come ci sono infiniti modi attraverso i quali ci si illude, a volte per anni o per decenni, di fare qualcosa, nel mentre in realtà non si fa nulla (nulla di “sensibile” nulla che “trasformi un pezzetto della realtà” italiana che non ci piace).
Il rischio principale di incontri dove molte persone affini, ma di molti gruppi diversi, si incontrano, è quello che tutto si risolva in una grande, lunga, inutile, alla fine frustrante, chiacchiera in cui nessuno vive la “responsabilità” delle cose su cui sta discutendo e sui cui dovrebbe prendere utili decisioni insieme a molti altri e su cui ognuno (tutti) si mette dal giorno dopo a lavorare; è più facile tornare al proprio gruppetto, associazione, comitato, gruppo civico,verde, tematico,di quartiere, al proprio blog, rivista o altro. Da questo “vuoto di responsabilità” nasce in gran parte l’assenza di un significativo movimento politico degli ecologisti italiano,ormai una vera “anomalia” in Europa e nel mondo nel mentre esistono migliaia di gruppi e iniziative ,tutte assolutamente nobili,condivisibili, ma poco rilevanti nella realtà.
Per questo è bene essere onestamente chiari su quanto vogliamo,vorremmo fare, senza giraci intorno:
1) Vogliamo far nascere un nuovo movimento politico, gli ECOLOGISTI , in Piemonte ed in Italia così come essi esistono con tante sfumature diverse, in circa 100 nazioni del mondo.
2) Il percorso è lungo (2 anni ?) ma il problema è che ogni passo fatto 10, 100..sia nella direzione giusta e senza perdere l’obiettivo: Ad esempio non vogliamo costruire un nuovo “cartello elettorale”, neanche un “coordinamento di movimenti” (cioè di piccoli gruppi che si autoeleggono a “movimenti”) neanche un piccolo nuovo partitino verde, ne nulla che abbia a che fare con l’ennesima “rifondazione della sinistra” questione ormai obsoleta che molti di noi da tempo si sono lasciati alle spalle.
3) Gli Ecologisti non hanno nulla a che fare con gli ambientalisti, neanche con i verdi (in salsa italiana) Si tratta di un movimento nuovo, moderno, radicale, che si occupa di elezioni ,di lotte, di strutture nel territorio, di rete web, di cultura, di musica, cinema e arte, di riflessione etica e spirituale, di problemi del pianeta ( uomini e donne, animali, piante, fonti di energia e di alimentazione etc..) insomma di tutto ciò che ha a che fare con la vita e la felicità, la sopravvivenza e la dignità di chi vive sul pianeta (uomini, animali,cose).
4) Per fare i primi passi bisogna:unirsi e condividere / organizarsi e fare cose concrete (aprire sedi multifunzionali,costruire un Portale che garantisca organizzazione rapida di scelte e azioni / fare manifestazioni, azioni esemplari ma anche concerti ,dibattiti ( una scuola di Ecologia ?) ..etc..etc. / dare e raccogliere soldi prevalentemente fuori dai canali e dai contributi di casta tipici della politica trovando i modi per farlo anche divertendosi e fornendo servizi utili e piacevoli per tanti.
5) Unirsi e condividere vuol dire non porre veti a nessuno, includere e non escludere; nei fatti ciò che è incompatibile si escluderà da solo o cambierà la propria vocazione: se ciò non avviene vuol dire che il progetto non cresce davvero ,che è taroccato, che non siamo capaci di costruirlo..che è anche una possibilità..
6) Un progetto grande richiede una grande adesione ,cioè tante persone e tanti gruppi che hanno tanto in comune (il 90% ? ) con sicuramente un 10% di differente. Se qualcuno pretende il 100%, naturalmente il suo 100%, sbaglia e non aiuta il progetto; se è una persona influente..lo distrugge ..lo rende impossibile..non lo fa nascere. Questa è una delle malattie storiche della sinistra ,da cui sono nati i suoi mille frammenti ..e la sua morte
7) Il Potere e i Soldi : Sono una questione seria; discuterne a fondo è determinante; Oggi
Con calma svilupperemo meglio queste riflessioni affrettate
Massimo Marino Gruppo delle Cinque Terre
lunedì 12 luglio 2010
Italia in vendita con il “ federalismo fiscale”
Con il cosiddetto “ federalismo demaniale” agli enti locali dovrebbe arrivare un bel tesoretto; agli italiani magari la svendita di qualche altro pezzo di “beni comuni” e magari una spalmata di cemento in più sul belpaese a seguito della vendita di beni ai privati ( quelli che possono permettersi di comprare, cioè quelli che pensano di guadagnarci..) . Isole, montagne, ex aeroporti, ex caserme, fari, piazze, palazzi storici, pezzi di montagne,di ferrovie , di acquedotti, campi di calcio, pezzi di spiaggie, rifugi, basi missilistiche. Il valore di inventario di tutto il patrimonio che diventa disponibile per le autonomie che potranno "scegliere" alcuni di questi beni con un progetto di valorizzazione, è di poco oltre i tre miliardi. Ma è chiaro che può diventare molto di più. Anche perchè a disposizione, a titolo gratuito, di Comuni, Province e Regioni c’è un patrimonio consistente di beni, messi nero su bianco dall’agenzia del demanio in un elenco al momento ancora provvisorio.
Roma la fa da padrona. C’è il museo di Villa Giulia, dal quale potrebbe essere sfrattata la famosa coppia di sposi Etruschi, presente in tutti i libri di storia dell’arte antica e il cui valore di inventario è poco più di quattro milioni e mezzo di euro. Sempre nella Capitale risultano a disposizione, tra gli altri, un immobile a piazza delle Coppelle, in pieno centro e attualmente in uso al Senato che vale oltre 22 milioni e mezzo di euro; l’Archivio generale della Corte dei Conti alla Bufalotta (quasi 67 milioni di euro); un complesso immobiliare (che risulta tra i più preziosi dell’intero faldone) a via della Rustica del valore di quasi 90 milioni di euro. In centro a Bologna c’è l’ex convento della Carità a 330mila euro, mentre a Trieste c’è l’Archivio di Stato (del valore di inventario di quasi 5 milioni di euro). A Genova c’è l’ex cinta fortilizia detta "Mura degli angeli". A Venezia è reso disponibile l’ex forte di Sant’Erasmo (quasi 7 milioni di euro).
C’ è anche il cinema: il fabbricato del cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti, stimato 4 milioni e mezzo di euro, l’intero Idroscalo di Ostia, dove morì Pier Paolo Pasolini, per circa 6 milioni e settecento mila euro di valore di inventario. In Puglia il faro di Mattinata sul Gargano, così come il vecchio faro di punta Palascia a Otranto, il faro Spignon di Venezia. Ma sono anche trasferibili pezzi di ex ferrovie come l’antico tracciato della direttissima Roma-Napoli fino a un pezzo del raccordo ferroviario a Briosco (in provincia di Milano). In lista anche acquedotti come quello di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.
Le caserme fanno storia a sè con la "Difesa Spa" incaricata in primis (prima degli enti locali) della loro valorizzazione, nell’elenco del Demanio ce ne sono numerose, in particolare nelle zone di confine, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. Ci sono gli isolotti in prossimità di Caprera ma anche l’isola di Santo Stefano vicino a Ventotene, ceduta’pezzo per pezzò dall’ex carcere all’attracco agli arenili; poi diversi terreni e fabbricati nell’isola di Palmaria vicino a Portovenere. Ma c’è anche un pezzo di spiaggia a Sapri come la ’spiaggia del lago di Comò di manzoniana memoria a Lecco. Non mancano aereoporti e basi: l’ aeroporto di Bresso (Milano), quello di Bagno Piana all’Aquila; l’ex base missilistica di Zelo in provincia di Rovigo e vari rifugi anti-aerei della città di Siena.
C’ è anche il cinema: il fabbricato del cinema Nuovo Sacher di Nanni Moretti, stimato 4 milioni e mezzo di euro, l’intero Idroscalo di Ostia, dove morì Pier Paolo Pasolini, per circa 6 milioni e settecento mila euro di valore di inventario. In Puglia il faro di Mattinata sul Gargano, così come il vecchio faro di punta Palascia a Otranto, il faro Spignon di Venezia. Ma sono anche trasferibili pezzi di ex ferrovie come l’antico tracciato della direttissima Roma-Napoli fino a un pezzo del raccordo ferroviario a Briosco (in provincia di Milano). In lista anche acquedotti come quello di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli.
Le caserme fanno storia a sè con la "Difesa Spa" incaricata in primis (prima degli enti locali) della loro valorizzazione, nell’elenco del Demanio ce ne sono numerose, in particolare nelle zone di confine, dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia. Ci sono gli isolotti in prossimità di Caprera ma anche l’isola di Santo Stefano vicino a Ventotene, ceduta’pezzo per pezzò dall’ex carcere all’attracco agli arenili; poi diversi terreni e fabbricati nell’isola di Palmaria vicino a Portovenere. Ma c’è anche un pezzo di spiaggia a Sapri come la ’spiaggia del lago di Comò di manzoniana memoria a Lecco. Non mancano aereoporti e basi: l’ aeroporto di Bresso (Milano), quello di Bagno Piana all’Aquila; l’ex base missilistica di Zelo in provincia di Rovigo e vari rifugi anti-aerei della città di Siena.
La grande svendita
di Antonio Cianciullo
Valorizzazione. E chi può essere contro la valorizzazione? Soprattutto quando si applica al patrimonio dei beni artistici e culturali. Peccato che, consultando il vocabolario del politichese, si scopre che la traduzione nel linguaggio comune di «valorizzazione» è «privatizzazione». E l’equazione «valore uguale privati» suona quanto meno azzardata. Ma così è. Così è in forza delle norme sul federalismo demaniale approvate dal Consiglio dei ministri del 20 maggio scorso. Ex forti, fari, isole (come l’isolotto di S. Stefano ), musei, monumenti storici possono passare dal demanio pubblico a quello degli enti locali. Con la clausola di una possibile vendita per ripianare il debito pubblico. Da una parte lo Stato sottrae alle Regioni e ai Comuni i finanziamenti necessari per far andare avanti i servizi di primaria necessità, dall’altra lancia una manciata di beni di famiglia per un saldo stagionale. Non suona come un buon affare né per lo Stato né per gli enti locali. Forse per qualcun altro.
(dal blog ecoLogica La Repubblica .it )
venerdì 9 luglio 2010
Daniel Cohn-Bendit e gli ecologisti italiani

Ripensare la maniera di fare politica...
A parte "il prossimo mondiale lo vincela Francia " un breve discorso ineccepibile.
Ma il nostro sembra un paese sordo da questo orecchio. Ognuno preso dall'orizzonte del suo orto, tutti a guardare, ad aspettare che altri facciano qualcosa ( ma altri chi?). Due piccolissime eccezioni: Gruppo 5 Terre e Verdi, con difficoltà di comunicazione anche fra loro. Mi auguro che altri sentano che è giunto il momento di farla finita di stare nel proprio angolo a criticare e che qualcosa di credibile potrà nascerà se in molti vi daremo il proprio, anche piccolo, contributo.
A parte "il prossimo mondiale lo vince
Ma il nostro sembra un paese sordo da questo orecchio. Ognuno preso dall'orizzonte del suo orto, tutti a guardare, ad aspettare che altri facciano qualcosa ( ma altri chi?). Due piccolissime eccezioni: Gruppo 5 Terre e Verdi, con difficoltà di comunicazione anche fra loro. Mi auguro che altri sentano che è giunto il momento di farla finita di stare nel proprio angolo a criticare e che qualcosa di credibile potrà nascerà se in molti vi daremo il proprio, anche piccolo, contributo.
lunedì 21 giugno 2010
Proiezione a Roma del film "Comando e controllo"
Roma: martedì 22 giugno ore 17,30-20,30sala conferenze UNICEF in via Palestro 68
"La questione morale" è lieta di invitare alla proiezione di "Comando e controllo".
Comando e Controllo è un documentario che racconta come si vive in uno Stato di Emergenza.
A partire dall’esperienza dell’Aquila dopo il terremoto del 6 aprile 2009, si analizza l’operato in deroga alle norme vigenti da parte del Dipartimento Nazionale della Protezione Civile, si racconta la storia del Dipartimento, si mostra come abbia operato sul territorio aquilano. Con un ferreo controllo della stampa, dell’informazione e dei cittadini. Con la costruzione di 4.500 appartamenti ex novo, non per tutti e decontestualizzati dal preesistente tessuto sociale. Con appalti e subappalti in deroga. E’ il capitalismo dei disastri che si fonda sulla definizione dello stato di emergenza. In Italia, l’emergenza si sta allargando a tutto il normale vivere democratico. E tutto il normale vivere democratico può essere gestito “in deroga”.
Il titolo, Comando e Controllo, deriva dal nome che la Protezione Civile ha dato al suo quartier generale all’Aquila: Di.Coma.C. - Direzione di Comando e Controllo.
Comando e Controllo – ITA, 2010 – iK Produzioni – 70′
scritto e diretto da Alberto Puliafito – prodotto da Fulvio Nebbia
interverranno:
Fulvio Nebbia produttore del film
Manuele Bonaccorsi giornalista, redattore del settimanale Left, autore del libro “Potere assoluto. La protezione civile al tempo di Bertolaso”
Alberto Puliafito giornalista, autore del film e del libro “Protezione Civile SpA”
Georg Frisch architetto del Comitatus Aquilanus, autore del libro “L’Aquila. Non si uccide così anche una città?”
coordina
Massimo Cardone architetto
per altre informazioni su "La questione morale" vedi anche :
http://laquestionemorale.blogspot.com/
mercoledì 16 giugno 2010
Roma - INSIEME PER DIRE NO AL NUCLEARE
Quartiere Garbatella,via Magnaghi angolo via Persico (Casetta rossa)
sabato 26 giugno ore 18-23,30
Contro la disinformazione dilagante per informarsi e saperne di più
Greenpeace, Amici di Beppe Grillo e Mondo Senza guerre e Senza Violenza :
Il ritorno al nucleare in Italia : quali prospettive e quali problematiche.
Il ritorno al nucleare in Italia : quali prospettive e quali problematiche.
Intervengono:
- Giuseppe Onufrio : Direttore esecutivo di Greenpeace Italia
- Giulietto Chiesa : Giornalista - esperto geo-politico
- Giuseppe Ghirga : Medici per l'Ambiente e
Moderatrice
segue Aperitivo/Cena tutti insieme..
domenica 30 maggio 2010
Roma: macchine mangiavetro
Dopo la sperimentazione di qualche mese fa, saranno installate in via definitiva tre macchine per la triturazione del vetro a Campo de’ Fiori, Piazza Bologna e Largo degli Osci. Per ogni bottiglia consegnata, si otterrà un buono sconto per una bibita analcolica.
Parte in via definitiva l'installazione di sei macchine per la raccolta e la triturazione del vetro in tre piazze della “movida” romana: Campo de’ Fiori, piazza Bologna e largo degli Osci (San Lorenzo). Per ogni bottiglia consegnata, si otterrà un buono sconto per una bevanda analcolica. L'iniziativa segue la prima fase condotta lo scorso dicembre, con il posizionamento in via sperimentale di una macchina mangia-vetro in Piazza dell’Immacolata. Visto il successo dell'esperimento, i Municipi I e III hanno deciso di riprovarci, con la collaborazione di Italgrob, la Federazione italiana dei distributori di bevande e Birra Peroni.
L'iniziativa punta, naturalmente, a ridurre la quantità di frammenti di vetro disseminati lungo le strade di Roma e a recuperare il più possibile questo prezioso materiale. Le macchine che saranno installate in piazza contengono un apposito contenitore carrellato in grado di accogliere fino a 350 bottiglie, pari a circa la metà di quelle che l'Ama raccoglie, in frantumi, ogni mattina dal selciato di Piazza dell’Immacolata. Per questo, due dispositivi dovrebbero bastare a coprire l'intero “fabbisogno” delle piazze.
Come già nella fase sperimentale di qualche mese fa, per ogni bottiglia inserita la macchina stamperà uno scontrino che consente di ottenere uno sconto su una bibita analcolica (l'entità della riduzione varia da locale a locale) nell’esercizio più vicino. L'incentivo, offerto dagli esercenti, punta ad abituare i frequentatori delle notti romane ad utilizzare i “mangia-vetro”. L'avvio del progetto, con l'installazione della prima macchina, è avvenuta martedì 25 maggio in Campo de’ Fiori, nei pressi della vineria Reggio (il primo locale ad aver aderito all'iniziativa).
( da ECO dalle città )L'iniziativa punta, naturalmente, a ridurre la quantità di frammenti di vetro disseminati lungo le strade di Roma e a recuperare il più possibile questo prezioso materiale. Le macchine che saranno installate in piazza contengono un apposito contenitore carrellato in grado di accogliere fino a 350 bottiglie, pari a circa la metà di quelle che l'Ama raccoglie, in frantumi, ogni mattina dal selciato di Piazza dell’Immacolata. Per questo, due dispositivi dovrebbero bastare a coprire l'intero “fabbisogno” delle piazze.
Come già nella fase sperimentale di qualche mese fa, per ogni bottiglia inserita la macchina stamperà uno scontrino che consente di ottenere uno sconto su una bibita analcolica (l'entità della riduzione varia da locale a locale) nell’esercizio più vicino. L'incentivo, offerto dagli esercenti, punta ad abituare i frequentatori delle notti romane ad utilizzare i “mangia-vetro”. L'avvio del progetto, con l'installazione della prima macchina, è avvenuta martedì 25 maggio in Campo de’ Fiori, nei pressi della vineria Reggio (il primo locale ad aver aderito all'iniziativa).
giovedì 27 maggio 2010
Giornate di studio su “Alex Langer tra ieri e domani “
Amelia (Tr) 22-23 maggio 2010
Prima giornata
Seconda giornata
venerdì 14 maggio 2010
I Tavoli per la Casa Comune degli Ecologisti
( Gruppo Cinque Terre www.gruppocinqueterre.it )
Gli ecologisti si fanno sentire in Europa e nel mondo: Francia, Ungheria, Germania, Brasile, Gran Bretagna, Colombia … 10 , 15, 20%; non sufficiente ancora per egemonizzare la direzione concreta del modello economico ed il governo di tanti paesi, ma comunque sufficiente per esprimere e diffondere il proprio punto di vista ed ottenere qua e là continui successi puntuali.
In Italia gli Ecologisti sono assenti, forse mai nati, comunque frammentati in quell’arcipelago ecologista che una volta si declinava con orgoglio ed oggi è una palude in cui annaspano decine di gruppi, micropartiti, associazioni, che assommano ad una nobile vocazione di intenti una scarsa vocazione a coordinarsi o unirsi.
Quel che resta dei Verdi, sull’orlo della scomparsa, dichiara di aprire il percorso di una Costituente ecologista che probabilmente non sono, per come la intendono, in grado di fare. Resta a loro favore che, al di là del fatto che esprimano non più del 5-10% di questo arcipelago, al momento sono l’unico gruppo che dichiara l’intenzione di provarci, che non è questione da poco e gliene va dato atto.
Il Movimento (di liberazione nazionale?) di Grillo, che ha sicuramente una valenza ecologista (oltre alla forte e giusta connotazione anticasta e anticorruzione, una voce essenziale in mezzo a Media quasi di regime ) non è all’orizzonte; superato il circoscritto e innegabile successo elettorale si arrovella in assenza di un serio progetto di costruzione, nelle difficoltà di una impossibile convivenza fra assemblearismo ed egocentrismo del Capo. La tela di Penelope è l’immagine che ci viene in mente osservando le fughe centrifughe senza sbocchi, se non l’ennesima contorsione nei meandri della variegata ex sinistra, dei De Magistris, Alfano, e un po’ di altri in varie parti del paese e dei meetup. Energie e figure preziose sprecate.
Sinistra e Libertà, sembra purtroppo l’ennesima proposta di rifondazione della sinistra; priva di attenzione e indifferente al movimento ecologista internazionale si avvia a ripercorrere la strada del partito del Capo: dopo quello di Berlusconi, di Di Pietro, di Grillo, ed altri minori, avremo ( con Repubblica come sponsor provvisorio ) il partito di Vendola e delle “fabbriche di Nichi”; un'altra conferma delle caratteristiche di questa fase di transizione dove, in assenza di un unica forza di sinistra e di unica forza ecologista si fanno e si disfano partiti personali di incerta collocazione e di illusoria partecipazione. Un altro contenitore, come l’Italia dei Valori, nel quale le sensibilità ecologiste, pur presenti, si diluiscono assumendo una irrilevante consistenza (si veda in Puglia l’avvio di 5 impianti di incenerimento ) .
Il piccolo Gruppo delle Cinque Terre, che sull’idea della aggregazione ecologista, delle sue forme di espressione organizzata e sulla sua dimensione anche culturale è nato, ed è forse un passo più avanti di altri, fà quel che può, tentando in continuazione di annodare nodi di una rete ai quali manca al momento la vocazione ad annodarsi per favorire la nascita di una Casa comune degli ecologisti.
Nel seminario chiuso di sabato scorso a Roma abbiamo proposto l’avvio di TAVOLi POLITICI NAZIONALI e REGIONALIUn tavolo nazionale degli ecologisti di 100 persone che rappresenti, il più largamente possibile, l’immenso mondo di questo arcipelago e nel quale nessuno (partito, gruppo, associazione) abbia più del 10% dei membri.Un tavolo dimensionato quasi matematicamente da rappresentanze regionali, che si riunisca ogni mese, per sei mesi, in una regione diversa dal nord al sud ed affronti tutti i problemi che ci sono: la collocazione, l’organizzazione, la cultura, il programma, le iniziative, di un nuovo movimento politico che qualcuno preziosamente ha chiamato “metapartito”.
Con gli stessi identici criteri abbiamo proposto la nascita parallela di 20 tavoli regionali nei quali, con le stesse proporzioni e gli stessi limiti di rappresentanza, la discussione si allarghi fino ad arrivare a 1000 persone che, al termine di questa fase di transizione, promuovano i contenuti di una Assemblea Costituente a ridosso dell’anno nuovo. Nulla vieta, ed è auspicabile, che il processo si allarghi, località per località, affinchè si garantisca insieme efficacia, efficienza e diffusa partecipazione. Si tratta però di garantire, dall’inizio, la crescita di leadership regionali ampie ed insieme l’avvio di una transizione generazionale e di una adeguata rappresentanza di uomini e donne.
Non è una proposta generica: pensiamo a 100 e a 1000 persone con nome e cognome, ognuna con un supplente, che si assumono la responsabilità personale di costruire il Progetto (o quella, altrettanto impegnativa, di farlo fallire) attraverso un impegno di sei mesi, pesante, prioritario ed entusiasmante, in uno spirito da “movimento nascente” che è il requisito necessario richiesto a tutti.
Costruire un movimento che abbia l’ambizione di rappresentare il 10-20% della società italiana, con una vocazione e prospettiva maggioritaria , non è ovviamente cosa da poco. Niente in comune quindi con reti o gruppi che ripropongono la rifondazione delle varie sinistre; chi ne sentisse il bisogno ha altre, varie, legittime, possibilità di scelta. Si tratta di costruire il segmento italiano di quel movimento ecologista planetario presente ormai in più di cento paesi del mondo ed il cui nome potrà forse essere semplicemente quello di ECOLOGISTI, una dizione che va ben al di là di quella di ambientalisti o verdi e che assomma attorno ad un “ cuore verde “ le esigenze di giustizia sociale, la necessità di riforma in alcuni settori importanti, ad esempio Mercato del lavoro, Giustizia e Legalità, Informazione, Casta. ( quindi anche una intransigente azione di ridimensionamento della casta della politica e di lotta alla corruzione e alle mafie ),e in aggiunta, un sostanziale rinnovamento culturale.
Con i Tavoli su base territoriale nazionale e regionale pensiamo debbano incrociarsi, nella tessitura di una rete politico-culturale formativa, i Tavoli di Progetto :
1)Il TAVOLO della COMUNICAZIONE ECOLOGISTA, con l’obiettivo di: a) costruire un PORTALE DEGLI ECOLOGISTI che è il principale strumento di adesione / aggregazione/ comunicazione / azione degli aderenti al Progetto nel Territorio. Al suo interno si veicolano le idee di organizzazione, partecipazione, democrazia all’interno del nuovo movimento (sta avvenendo, ancora adesso, nel portale di Europe Ecologie). b) costituire un network comune dei media ecologisti, confrontando ed aggregando i media già esistenti, i blog , le diverse riviste radio e tv, i giornalisti e gli esperti in comunicazione.c) raccogliere e scambiare un continuo flusso di informazione ecologista dall’estero all’Italia e dall’Italia per l’estero, oggi quasi assente.
2) Il TAVOLO delle RIFORME, dove si elabora un progetto riformatore su Mercato del Lavoro / Giustizia e Legalità / Informazione e Media / Casta e Corruzione Nel processo riformatore va inserito il ridimensionamento delle logiche di CASTA e CORRUZIONE con la costruzione di Osservatori Nazionali e Regionali sui sistemi e meccanismi elettorali e di rappresentanza, sul ridimensionamento delle indennità, delle compatibilità e di mandato in eletti in enti e amministrazioni locali e nazionali, sulla trasparenza della delle scelte amministrative.
3) Il TAVOLO della CONVERSIONE ECOLOGICA DELL’ECONOMIA confrontando e mettendo in contatto attività e iniziative riconducibili alla Green Economy, le realtà del biologico e della bioedilizia, le iniziative di credito alternativo (dalle mag alla banca etica alle monete locali), i gruppi di acquisto, le cooperative di servizi sociali e culturali ma anche le imprese ed i lavoratori di attività riconoscibili come eco-orientate con l’obiettivo di favorire la costruzione di organismi di categoria delle imprese e dei lavoratori (vedi Austria), coordinare la promozione e la diffusione di attività eco-orientate e Costituire un Osservatorio permanente sulla conversione ecologica dell’economia per la Transizione del modello economico, energetico, produttivo, fuori dalla logica dello Sviluppo illimitato e del PIL.
4) Il TAVOLO della CULTURA ECOLOGISTA e dell’ ECOLOGIA SOCIALE Per nuove forme di aggregazione sociale e di gestione amministrativa del territorio: dai Comuni virtuosi al passo in avanti delle Transition Towns ; avvio di nuove forme di aggregazione politico-culturale: EcoHub come centri polivalenti sui territori di informazione e formazione ecologista, con attività culturali, iniziative e servizi sociali, attività economiche; Co-Housing, Ecovillaggi come isole concrete di “altra società “, in qualche modo già in sperimentazione in altri paesi ed oggi mature anche nel nostro. E’ necessario confrontare ed aggregare tutte le diverse anime della cultura ecologista, dall’ ambientalismo all’ecologia sociale, all’ ecologia profonda, al bioregionalismo, ai diversi movimenti delle cosiddette buone pratiche e degli stili di vita, ai movimenti olistici, favorendo la promozione su tutto il territorio nazionale della Cultura Ecologista costruendo reti nazionali (Scuola nazionale di Ecologia) e servizi comuni. Lo stesso per le associazioni, le agenzie e le cooperative attive nei diversi campi sociali e dei diritti civili, le attività di medicina naturale ed alternativa, le scuole alternative con l’obiettivo, tra l’altro, di costituire un Osservatorio permanente dei diritti e dei doveri sociali.
La riproposizione dei TAVOLI di Progetto a livello regionale, nel quale i rappresentanti nazionali hanno l’esclusiva funzione di “tessitori“ dell’ intreccio delle reti ( nulla a che fare con una presunta investitura a responsabili del movimento, i cui criteri saranno affrontati nel momento della fase finale / iniziale della Costituente ) può rappresentare un adeguato compromesso fra efficienza, crescita del progetto e democrazia partecipata.
I CIRCOLI ECOLOGISTI o altro nome adeguato, attraverso loro COMITATI PROMOTORI in tutto il territorio, costruiti attraverso un adesione prevalentemente sul web nel Portale, possono avviare, già entro pochi mesi, l’adesione INDIVIDUALE alla fase di Assemblea Costituente.
Se ritenuto utile e necessario un APPELLO NAZIONALE, fatto in tempi brevissimi, può essere uno strumento utile, ad uso mediatico, per l’avvio del processo.
Massimo Marino Maurizio Di Gregorio (GCT)
Gli ecologisti si fanno sentire in Europa e nel mondo: Francia, Ungheria, Germania, Brasile, Gran Bretagna, Colombia … 10 , 15, 20%; non sufficiente ancora per egemonizzare la direzione concreta del modello economico ed il governo di tanti paesi, ma comunque sufficiente per esprimere e diffondere il proprio punto di vista ed ottenere qua e là continui successi puntuali.
In Italia gli Ecologisti sono assenti, forse mai nati, comunque frammentati in quell’arcipelago ecologista che una volta si declinava con orgoglio ed oggi è una palude in cui annaspano decine di gruppi, micropartiti, associazioni, che assommano ad una nobile vocazione di intenti una scarsa vocazione a coordinarsi o unirsi.
Quel che resta dei Verdi, sull’orlo della scomparsa, dichiara di aprire il percorso di una Costituente ecologista che probabilmente non sono, per come la intendono, in grado di fare. Resta a loro favore che, al di là del fatto che esprimano non più del 5-10% di questo arcipelago, al momento sono l’unico gruppo che dichiara l’intenzione di provarci, che non è questione da poco e gliene va dato atto.
Il Movimento (di liberazione nazionale?) di Grillo, che ha sicuramente una valenza ecologista (oltre alla forte e giusta connotazione anticasta e anticorruzione, una voce essenziale in mezzo a Media quasi di regime ) non è all’orizzonte; superato il circoscritto e innegabile successo elettorale si arrovella in assenza di un serio progetto di costruzione, nelle difficoltà di una impossibile convivenza fra assemblearismo ed egocentrismo del Capo. La tela di Penelope è l’immagine che ci viene in mente osservando le fughe centrifughe senza sbocchi, se non l’ennesima contorsione nei meandri della variegata ex sinistra, dei De Magistris, Alfano, e un po’ di altri in varie parti del paese e dei meetup. Energie e figure preziose sprecate.
Sinistra e Libertà, sembra purtroppo l’ennesima proposta di rifondazione della sinistra; priva di attenzione e indifferente al movimento ecologista internazionale si avvia a ripercorrere la strada del partito del Capo: dopo quello di Berlusconi, di Di Pietro, di Grillo, ed altri minori, avremo ( con Repubblica come sponsor provvisorio ) il partito di Vendola e delle “fabbriche di Nichi”; un'altra conferma delle caratteristiche di questa fase di transizione dove, in assenza di un unica forza di sinistra e di unica forza ecologista si fanno e si disfano partiti personali di incerta collocazione e di illusoria partecipazione. Un altro contenitore, come l’Italia dei Valori, nel quale le sensibilità ecologiste, pur presenti, si diluiscono assumendo una irrilevante consistenza (si veda in Puglia l’avvio di 5 impianti di incenerimento ) .
Il piccolo Gruppo delle Cinque Terre, che sull’idea della aggregazione ecologista, delle sue forme di espressione organizzata e sulla sua dimensione anche culturale è nato, ed è forse un passo più avanti di altri, fà quel che può, tentando in continuazione di annodare nodi di una rete ai quali manca al momento la vocazione ad annodarsi per favorire la nascita di una Casa comune degli ecologisti.
Nel seminario chiuso di sabato scorso a Roma abbiamo proposto l’avvio di TAVOLi POLITICI NAZIONALI e REGIONALIUn tavolo nazionale degli ecologisti di 100 persone che rappresenti, il più largamente possibile, l’immenso mondo di questo arcipelago e nel quale nessuno (partito, gruppo, associazione) abbia più del 10% dei membri.Un tavolo dimensionato quasi matematicamente da rappresentanze regionali, che si riunisca ogni mese, per sei mesi, in una regione diversa dal nord al sud ed affronti tutti i problemi che ci sono: la collocazione, l’organizzazione, la cultura, il programma, le iniziative, di un nuovo movimento politico che qualcuno preziosamente ha chiamato “metapartito”.
Con gli stessi identici criteri abbiamo proposto la nascita parallela di 20 tavoli regionali nei quali, con le stesse proporzioni e gli stessi limiti di rappresentanza, la discussione si allarghi fino ad arrivare a 1000 persone che, al termine di questa fase di transizione, promuovano i contenuti di una Assemblea Costituente a ridosso dell’anno nuovo. Nulla vieta, ed è auspicabile, che il processo si allarghi, località per località, affinchè si garantisca insieme efficacia, efficienza e diffusa partecipazione. Si tratta però di garantire, dall’inizio, la crescita di leadership regionali ampie ed insieme l’avvio di una transizione generazionale e di una adeguata rappresentanza di uomini e donne.
Non è una proposta generica: pensiamo a 100 e a 1000 persone con nome e cognome, ognuna con un supplente, che si assumono la responsabilità personale di costruire il Progetto (o quella, altrettanto impegnativa, di farlo fallire) attraverso un impegno di sei mesi, pesante, prioritario ed entusiasmante, in uno spirito da “movimento nascente” che è il requisito necessario richiesto a tutti.
Costruire un movimento che abbia l’ambizione di rappresentare il 10-20% della società italiana, con una vocazione e prospettiva maggioritaria , non è ovviamente cosa da poco. Niente in comune quindi con reti o gruppi che ripropongono la rifondazione delle varie sinistre; chi ne sentisse il bisogno ha altre, varie, legittime, possibilità di scelta. Si tratta di costruire il segmento italiano di quel movimento ecologista planetario presente ormai in più di cento paesi del mondo ed il cui nome potrà forse essere semplicemente quello di ECOLOGISTI, una dizione che va ben al di là di quella di ambientalisti o verdi e che assomma attorno ad un “ cuore verde “ le esigenze di giustizia sociale, la necessità di riforma in alcuni settori importanti, ad esempio Mercato del lavoro, Giustizia e Legalità, Informazione, Casta. ( quindi anche una intransigente azione di ridimensionamento della casta della politica e di lotta alla corruzione e alle mafie ),e in aggiunta, un sostanziale rinnovamento culturale.
Con i Tavoli su base territoriale nazionale e regionale pensiamo debbano incrociarsi, nella tessitura di una rete politico-culturale formativa, i Tavoli di Progetto :
1)Il TAVOLO della COMUNICAZIONE ECOLOGISTA, con l’obiettivo di: a) costruire un PORTALE DEGLI ECOLOGISTI che è il principale strumento di adesione / aggregazione/ comunicazione / azione degli aderenti al Progetto nel Territorio. Al suo interno si veicolano le idee di organizzazione, partecipazione, democrazia all’interno del nuovo movimento (sta avvenendo, ancora adesso, nel portale di Europe Ecologie). b) costituire un network comune dei media ecologisti, confrontando ed aggregando i media già esistenti, i blog , le diverse riviste radio e tv, i giornalisti e gli esperti in comunicazione.c) raccogliere e scambiare un continuo flusso di informazione ecologista dall’estero all’Italia e dall’Italia per l’estero, oggi quasi assente.
2) Il TAVOLO delle RIFORME, dove si elabora un progetto riformatore su Mercato del Lavoro / Giustizia e Legalità / Informazione e Media / Casta e Corruzione Nel processo riformatore va inserito il ridimensionamento delle logiche di CASTA e CORRUZIONE con la costruzione di Osservatori Nazionali e Regionali sui sistemi e meccanismi elettorali e di rappresentanza, sul ridimensionamento delle indennità, delle compatibilità e di mandato in eletti in enti e amministrazioni locali e nazionali, sulla trasparenza della delle scelte amministrative.
3) Il TAVOLO della CONVERSIONE ECOLOGICA DELL’ECONOMIA confrontando e mettendo in contatto attività e iniziative riconducibili alla Green Economy, le realtà del biologico e della bioedilizia, le iniziative di credito alternativo (dalle mag alla banca etica alle monete locali), i gruppi di acquisto, le cooperative di servizi sociali e culturali ma anche le imprese ed i lavoratori di attività riconoscibili come eco-orientate con l’obiettivo di favorire la costruzione di organismi di categoria delle imprese e dei lavoratori (vedi Austria), coordinare la promozione e la diffusione di attività eco-orientate e Costituire un Osservatorio permanente sulla conversione ecologica dell’economia per la Transizione del modello economico, energetico, produttivo, fuori dalla logica dello Sviluppo illimitato e del PIL.
4) Il TAVOLO della CULTURA ECOLOGISTA e dell’ ECOLOGIA SOCIALE Per nuove forme di aggregazione sociale e di gestione amministrativa del territorio: dai Comuni virtuosi al passo in avanti delle Transition Towns ; avvio di nuove forme di aggregazione politico-culturale: EcoHub come centri polivalenti sui territori di informazione e formazione ecologista, con attività culturali, iniziative e servizi sociali, attività economiche; Co-Housing, Ecovillaggi come isole concrete di “altra società “, in qualche modo già in sperimentazione in altri paesi ed oggi mature anche nel nostro. E’ necessario confrontare ed aggregare tutte le diverse anime della cultura ecologista, dall’ ambientalismo all’ecologia sociale, all’ ecologia profonda, al bioregionalismo, ai diversi movimenti delle cosiddette buone pratiche e degli stili di vita, ai movimenti olistici, favorendo la promozione su tutto il territorio nazionale della Cultura Ecologista costruendo reti nazionali (Scuola nazionale di Ecologia) e servizi comuni. Lo stesso per le associazioni, le agenzie e le cooperative attive nei diversi campi sociali e dei diritti civili, le attività di medicina naturale ed alternativa, le scuole alternative con l’obiettivo, tra l’altro, di costituire un Osservatorio permanente dei diritti e dei doveri sociali.
La riproposizione dei TAVOLI di Progetto a livello regionale, nel quale i rappresentanti nazionali hanno l’esclusiva funzione di “tessitori“ dell’ intreccio delle reti ( nulla a che fare con una presunta investitura a responsabili del movimento, i cui criteri saranno affrontati nel momento della fase finale / iniziale della Costituente ) può rappresentare un adeguato compromesso fra efficienza, crescita del progetto e democrazia partecipata.
I CIRCOLI ECOLOGISTI o altro nome adeguato, attraverso loro COMITATI PROMOTORI in tutto il territorio, costruiti attraverso un adesione prevalentemente sul web nel Portale, possono avviare, già entro pochi mesi, l’adesione INDIVIDUALE alla fase di Assemblea Costituente.
Se ritenuto utile e necessario un APPELLO NAZIONALE, fatto in tempi brevissimi, può essere uno strumento utile, ad uso mediatico, per l’avvio del processo.
Massimo Marino Maurizio Di Gregorio (GCT)
martedì 11 maggio 2010
Villa Borghese, ambientalisti in rivolta
"Gli scavi Acea minacciano i platani secolari"

Malgrado le proteste degli ambientalisti, le ruspe dell'Acea hanno ripreso a minacciare la Valle dei Platani dentro Villa Borghese.
Da alcuni giorni sono infatti ripresi gli scavi per la realizzazione dell' acquedotto Acea che dovrebbe servire il quartiere Parioli. Il cantiere era stato bloccato lo scorso 5 giugno dopo le proteste delle associazioni ambientaliste e di Peter Raven, botanico fra i più autorevoli e membro del consiglio della National Geographic Society che aveva scritto una lettera aperta al sindaco Alemanno per chiedere "l'interruzione immediata degli scavi" che avrebbero inflitto danni irreversibili ai platani secolaridi Villa Borghese. Non solo alberi, ma veri e propri monumenti del verde piantati all'inizio del '600 da Savino da Montepulciano, il giardiniere del cardinale Borghese.
Ebbene, nonostante due esperti di chiara fama, il biologo Carlo Blasi e il recentemente scomparso geologo Renato Funiciello, in una perizia commissionata dall'assessore comunale all'Ambiente Fabio De Lillo abbiano definito i lavori per l'acquedotto "oggettivamente incompatibili con la situazione ambientale" e abbiano chiesto la deviazione degli scavi al di fuori della Valle dei Platani, da alcuni giorni le ruspe sono tornate a minacciare gli alberi secolari. I lavori sono infatti ripresi e sulla recinzione del cantiere dell'Acea un cartello garantisce, citando la presenza di una nuova perizia e illustrando con grafici e disegni il percorso dell'acquedotto, che "al termine dei lavori, la condotta interrata non sarà in alcun modo visibile e l'aspetto della villa resterà inalterato". Ma le associazioni ambientaliste contestano queste parole.
"È straordinario che il Comune, dopo aver commissionato ufficialmente una perizia a due esperti di chiara fama, poi rinneghi quei risultati e cavi dal cappello una perizia alternativa - accusa Michele Nancini del comitato Amici di Villa Borghese - il documento originale dei due esperti è accessibile online e parla chiaro. A noi non resta che chiedere in sede giudiziaria il risarcimento di eventuali danni ma è una magra soddisfazione se i platani dovessero invece subire danni permanenti". Ad annunciare una battaglia legale è anche Vanna Mannucci di Italia Nostra: "Se il Campidoglio non interverrà immediatamente faremo un esposto in procura". Sul piede di guerra anche il Wwf Lazio: "Ribadendo la sacralità del vincolo sotto cui ricade Villa Borghese - precisa Vanessa Ranieri - chiediamo alla Sovrintendenza di bloccare il cantiere e tutelare il parco". E Lorenzo Parlati, responsabile del Lazio di Legambiente sottolinea che "il progetto poteva e doveva essere modificato facendo passare la conduttura al di fuori di Villa Borghese, salvando così la secolare Valle Platani".
( news tratte da La Repubblicaonline - Laura Mari )
Da alcuni giorni sono infatti ripresi gli scavi per la realizzazione dell' acquedotto Acea che dovrebbe servire il quartiere Parioli. Il cantiere era stato bloccato lo scorso 5 giugno dopo le proteste delle associazioni ambientaliste e di Peter Raven, botanico fra i più autorevoli e membro del consiglio della National Geographic Society che aveva scritto una lettera aperta al sindaco Alemanno per chiedere "l'interruzione immediata degli scavi" che avrebbero inflitto danni irreversibili ai platani secolaridi Villa Borghese. Non solo alberi, ma veri e propri monumenti del verde piantati all'inizio del '600 da Savino da Montepulciano, il giardiniere del cardinale Borghese.
Ebbene, nonostante due esperti di chiara fama, il biologo Carlo Blasi e il recentemente scomparso geologo Renato Funiciello, in una perizia commissionata dall'assessore comunale all'Ambiente Fabio De Lillo abbiano definito i lavori per l'acquedotto "oggettivamente incompatibili con la situazione ambientale" e abbiano chiesto la deviazione degli scavi al di fuori della Valle dei Platani, da alcuni giorni le ruspe sono tornate a minacciare gli alberi secolari. I lavori sono infatti ripresi e sulla recinzione del cantiere dell'Acea un cartello garantisce, citando la presenza di una nuova perizia e illustrando con grafici e disegni il percorso dell'acquedotto, che "al termine dei lavori, la condotta interrata non sarà in alcun modo visibile e l'aspetto della villa resterà inalterato". Ma le associazioni ambientaliste contestano queste parole.
"È straordinario che il Comune, dopo aver commissionato ufficialmente una perizia a due esperti di chiara fama, poi rinneghi quei risultati e cavi dal cappello una perizia alternativa - accusa Michele Nancini del comitato Amici di Villa Borghese - il documento originale dei due esperti è accessibile online e parla chiaro. A noi non resta che chiedere in sede giudiziaria il risarcimento di eventuali danni ma è una magra soddisfazione se i platani dovessero invece subire danni permanenti". Ad annunciare una battaglia legale è anche Vanna Mannucci di Italia Nostra: "Se il Campidoglio non interverrà immediatamente faremo un esposto in procura". Sul piede di guerra anche il Wwf Lazio: "Ribadendo la sacralità del vincolo sotto cui ricade Villa Borghese - precisa Vanessa Ranieri - chiediamo alla Sovrintendenza di bloccare il cantiere e tutelare il parco". E Lorenzo Parlati, responsabile del Lazio di Legambiente sottolinea che "il progetto poteva e doveva essere modificato facendo passare la conduttura al di fuori di Villa Borghese, salvando così la secolare Valle Platani".
( news tratte da La Repubblicaonline - Laura Mari )
domenica 2 maggio 2010
Roma: Non ci sono più soldi al Liceo Keplero
ROMA – Non ci sono i soldi per i corsi di recupero e ci sono solo due possibilità: bocciare tutti o regalare a tutti il sei politico. E' l'allarme del preside del liceo scientifico romano 'Keplero' in una lettera aperta al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. ''A giugno dovremo applicare le nuove disposizioni in merito a valutazione finale e ammissione agli esami di Stato e i Consigli di classe avranno solo due possibilita', assurde: bocciare tutti o regalare 6 politici''.
''Per fare i corsi integrativi di recupero, necessari per i piu' deboli e svantaggiati - spiega il preside, Antonio Panaccione -, ci vorrebbero almeno quei finanziamenti mirati dello Stato gia' elargiti nel 2008 e 2009, ora invece eliminati o, peggio, girati alle scuole private''.
Non si tratta di una situazione isolata. I tagli a docenti e personale Ata e alle risorse delle scuole pubbliche stanno portando un servizio essenziale al collasso.
''Per fare i corsi integrativi di recupero, necessari per i piu' deboli e svantaggiati - spiega il preside, Antonio Panaccione -, ci vorrebbero almeno quei finanziamenti mirati dello Stato gia' elargiti nel 2008 e 2009, ora invece eliminati o, peggio, girati alle scuole private''.
Non si tratta di una situazione isolata. I tagli a docenti e personale Ata e alle risorse delle scuole pubbliche stanno portando un servizio essenziale al collasso.
giovedì 22 aprile 2010
Fotovoltaico: 1 GW di potenza istallata, 20.000 occupati in Italia
Secondo il Ministero dello Sviluppo Economico, l'Italia ha superato la soglia di un GigaWatt fotovoltaico di potenza installata diventando così seconda in Europa, dopo la Germania. In Italia circa 70 mila impianti certificati in esercizio, con una produzione di energia pari a 1.300 GWh su base annua
Il settore fotovoltaico in Italia, ha raggiunto un nuovo record superando la soglia di un GigaWatt di potenza installata. I circa 70 mila impianti certificati in esercizio, con una produzione di energia pari a 1.300 GWh su base annua, possono infatti fornire energia elettrica a quasi 500 mila famiglie (vale a dire un milione 200 mila persone, corrispondenti circa alla popolazione dell’intero Friuli-Venezia Giulia), con un consumo annuo di 2.700 kWh.Con il primo “Conto Energia”, il sistema di incentivi per la diffusione degli impianti fotovoltaici, sono stati promossi impianti per una potenza complessiva installata di 165 MW. Poi dal 2007, con l’avvio del secondo “Conto Energia” sono stati incentivati altri 835 MegaWatt. Considerando la potenza installata in un anno, pari a 574 MW nel 2009, l’Italia raggiunge ora il secondo posto nella classifica dei Paesi europei, preceduta solo dalla Germania.
Ad oggi tra produttori, distributori e installatori di sistemi e componenti per l’industria fotovoltaica nazionale sono attive circa 1.000 imprese, molte delle quali di nuova creazione, con un fatturato complessivo che per il 2009 è stato stimato in almeno 2,5 miliardi di euro. Ormai sono più di 20 mila le persone occupate, direttamente o indirettamente, nel settore fotovoltaico.
"I dati del GSE – dichiara il Ministro dello Sviluppo Economico, Claudio Scajola - fotografano un vero e proprio ‘boom’ del settore e rilevano che con il solo fotovoltaico si evita la produzione di 875 mila tonnellate di CO2 e si riduce il consumo di combustibili fossili, l'equivalente di 0,23 milioni di tonnellate di petrolio".
Fonte: Ministero dello Sviluppo Economico
domenica 18 aprile 2010
Roma - Presidio contro Caccia selvaggia
LIPU: E’ STATO DI EMERGENZA PER La
La caccia nel mese di febbraio ha un impatto molto negativo sugli uccelli migratori che proprio in quei giorni partono per il nord Europa, dove si riprodurranno.
Ma l’emendamento è grave anche perché va considerato che in Italia, caso quasi unico in Europa, i cacciatori hanno libero accesso nei terreni privati delle persone, senza che queste possano realmente opporsi (salvo realizzare costosissime recinzioni intorno alla proprietà).
Questo arreca grande disturbo e danno alla tranquillità delle persone, che per cinque mesi all’anno (da settembre fino alla fine di gennaio), devono tollerare questo fastidio e anche sopportare i non pochi rischi comportati dalle armi dei cacciatori.
Nella norma è previsto che le regioni, prima di estendere la stagione di caccia, debbano chiedere il parere dell’ISPRA, che è l’autorità scientifica nazionale preposta alla materia.
Il punto è che l’ISPRA, sulla caccia, a febbraio ha già dato parere negativo, ricordando quanto sia dannosa per gli uccelli migratori.
Dunque, verosimilmente, accadrà che le regioni, su pressione delle lobby venatorie, chiederanno parere all’ISPRA, che sarà quasi certamente negativo e dunque sarà ignorato.
La partecipazione diretta è importante!
Più persone saremo, più forza avremo per dire NO A CACCIASELVAGGIA!
lunedì 12 aprile 2010
IO STO CON EMERGENCY
ROMA: SABATO 17 - ore 14,30
Appuntamento in piazza San Giovanni
Sabato 10 aprile militari afgani e della coalizione internazionale hanno attaccato il Centro chirurgico di Emergency a Lashkar-gah e portato via membri dello staff nazionale e internazionale. Tra questi ci sono tre cittadini italiani: Matteo Dell'Aira, Marco Garatti e Matteo Pagani.
Emergency è indipendente e neutrale. Dal 1999 a oggi EMERGENCY ha curato gratuitamente oltre 2.500.000 cittadini afgani e costruito tre ospedali, un centro di maternità e una rete di 28 posti di primo soccorso.
lunedì 5 aprile 2010
ecolettera 46 * 5 aprile 2010
ecolettera 46
5 aprile 2010
il portale ecologista a cura del Gruppo delle Cinque Terre
Ogni giorno un editoriale, news e segnalazioni della redazione
segnalati: Francia:Sinistra ed Ecologisti al 54% * Città di Transizione (Transition Towns): che cosa sono * Francia: Regionali al secondo turno (di Massimo Marino) * Il Progetto degli ECO-HUB Ecologisti (gruppo di lavoro GCT) * Quando lo Stato ruba agli stranieri (di Maurizio Di Gregorio) * Eco-femminismo (Argomenti-da Anarchopedia.it) * Ecologia e Internet (intervista a Benoit Thieulin sul network di Europe-Ecologie ) * Lombardia:diffusi dati falsi sullo smog *
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eco blog ecologista (massimo marino)
segnalati : * OGM: è passato il NO al mais MON810 * L’olio di palma distrugge le foreste indonesiane * Medioevo: I cavalli sì, Le Bici-risciò no * Le metropoli contro l’assedio delle auto * ********************************************************************
segnalati: Allarme per la biodiversità marina * Circhi: il Regno Unito vieterà l’utilizzo degli animali sevatici * LAV: meglio una gallina libera o una gallina in gabbia ? * Ecovillaggio VEGAN:una proposta * Piemonte: Anagrafe canina regionale *
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segnalati: Piemonte: come regalare una Regione in tre mosse sbagliate (mm) * Smog: già raggiunti gli sforamenti annuali in alcune città piemontesi * Torino: il tetto del Palagiustizia si tinge di verde * Stampa.it : nasce La Stampa Ambiente *
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eco-lazio www.eco-lazio.blogspot.com
segnalati: Il Consiglio comunale di Roma aprrova il Piano strategico per la mobilità sostenibile * 20 marzo: la manifestazione nazionale per l’Acqua pubblica * Roma: voglio una Città sostenibile *
(da aprile il portale del Gruppo delle Cinque Terre invierà una newsletter periodica)
mercoledì 31 marzo 2010
Il Consiglio comunale di Roma approva il Piano strategico per la mobilità sostenibile
Previsti interventi a breve, medio e lungo termine, dal prolungamento delle linee metropolitane al potenziamento di bike e car sharing.
Il Consiglio comunale di Roma ha approvato, con tempi più lunghi del previsto, il Piano strategico per la mobilità sostenibile varato dalla Giunta l'autunno scorso. «La delibera di giunta, approvata oggi in aula - spiega l'assessore alle Politiche della Mobilità, Sergio Marchi - conclude finalmente il suo iter approvativo. Il risultato ottenuto, grazie al consenso responsabile e bipartisan del Consiglio comunale (24 voti a favore e un solo contrario, ndr), consentirà finalmente alla Capitale di avere un piano integrato per una mobilità a impatto ambientale zero». Il Piano prevede una serie di misure a breve, medio e lungo termine, e dovrebbe vedere completata la sua applicazione nel 2020 (anno in cui Roma potrebbe ospitare i Giochi Olimpici). «Già nel breve periodo – aggiunge Marchi – il Piano punta all'implementazione del servizio di trasporto pubblico locale, soprattutto su ferro, e alla dovuta programmazione infrastrutturale, per consentire alla città di liberarsi progressivamente dalla morsa del traffico che la opprime da anni».
Tra le misure a breve e medio termine (da applicare entro quattro anni), il Campidoglio prevede la riorganizzazione del trasporto pubblico su gomma e su ferro, nuove regole per le Ztl e il completamento delle linee C e B1 della metropolitana. Il Piano include anche il prolungamento della metro B, la realizzazione di corridoi della mobilità e la messa a punto di un nuovo piano per i bus turistici, oltre al potenziamento di bike e car sharing. Prevista, infine, la progressiva pedonalizzazione del centro storico. Per quanto riguarda invece i progetti di lungo periodo, lo strumento varato dal Consiglio comunale punta alla realizzazione della linea metro D, il completamento della C e dell'anello ferroviario, la costruzione dei sottopassi a ponte Cavour e a Castel Sant'Angelo, ed altre grandi opere come come il nuovo Ponte della Scafa, il potenziamento del collegamento su ferro tra Roma e l’aeroporto di Fiumicino, la realizzazione delle complanari sulla A/24 e del corridoio della Palmiro Togliatti.
20 marzo 2010
lunedì 22 marzo 2010
IN FRANCIA ECOLOGISTI E SINISTRA AL 54%
L’alleanza sinistre-ecologisti supera il 54%, i conservatori al 36% l’estrema destra al 9%.Conquistate 24 regioni (compresa la Corsica) su 26. Ai conservatori solo l'Alsazia e l'ex colonia della Guyana. In Bretagna, unica regione senza accordo al secondo turno fra Socialisti ed Europe Ecologie, gli ecologisti passano dal 12,2 % del I° turno al 17,4% del II° turno ed eleggono comunque 11 degli 83 seggi totali nella regione.
C’è stato un lieve aumento dell’affluenza che non ha avvantaggiato nessuno.Gli ecologisti dovrebbero avere in totale circa 270 eletti nelle regioni .
Nel 2° arrondissement di Parigi, praticamente la municipalità del centro di Parigi dove sta la Borsa e Place des Victories, gli Ecologisti sono il primo partito con il 29% (PS al 25,5% ,UMP al 24,2%)
C’è stato un lieve aumento dell’affluenza che non ha avvantaggiato nessuno.Gli ecologisti dovrebbero avere in totale circa 270 eletti nelle regioni .
Nel 2° arrondissement di Parigi, praticamente la municipalità del centro di Parigi dove sta la Borsa e Place des Victories, gli Ecologisti sono il primo partito con il 29% (PS al 25,5% ,UMP al 24,2%)
domenica 21 marzo 2010
PERCHE' LA RETE DEI CITTADINI

di Pino Strano
I compiti, le sfide e le responsabilità della Rete dei Cittadini nella situazione attuale.
Finalmente, nei ritagli di tempo rimasti, ho scritto queste considerazioni sulla fase e su quello che sta succedendo. Dall’ultimo mio post, infatti, sono stato travolto dagli impegni e dagli eventi. I problemi sono enormi e meriterebbero ben più di questo articoletto, che pure so qualcuno troverà lungo ugualmente. Ognuno dei seguenti capitoletti meriterebbe un libro. Ma lo stesso, anche se sinteticamente, ho voluto scrivere questo che considero assolutamente importante, e che tratteggia ciò che credo dovrebbe esserci da guida nella nostra azione.I compiti, le sfide e le responsabilità della Rete dei Cittadini nella situazione attuale.
sabato 20 marzo 2010
LA RESPONSABILITA' DELLA POLITICA
Lunedi 22 aprile alle ore 18 presso i locali dell'ex Cral "G.A. Sada" in via delle Margherite la Rete dei Cittadini per Aprilia promuove l'incontro aperto al pubblico : "Pensiero globale - azione locale. Responsabilità della politica".
Aprira' l'incontro Marzia Marzoli, candidata Presidente alla regione Lazio della RETE DEI CITTADINI che presenterà i progetti proposti dalla lista civica RETE DEI CITTADINI.
A seguire gli interventi del giornalista Claudio Oberlechner su "La corruzione: limite dell'economia", di Malizia Amadio del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano sulla situazione di Albano .
Chiudera' l'incontro l'Assessore all'Ambiente del Comune di Aprilia, Alessandra Lombardi, con un intervento dal titolo " Gorvernare fuori dai partiti".Nel corso della manifestazione saranno presentati al pubblico i due candidati di Aprilia per la lista civica RETE DEI CITTADINI Ornella Pisotolesi e Marco Finotti.
Aprira' l'incontro Marzia Marzoli, candidata Presidente alla regione Lazio della RETE DEI CITTADINI che presenterà i progetti proposti dalla lista civica RETE DEI CITTADINI.
A seguire gli interventi del giornalista Claudio Oberlechner su "La corruzione: limite dell'economia", di Malizia Amadio del Coordinamento contro l'inceneritore di Albano sulla situazione di Albano .
Chiudera' l'incontro l'Assessore all'Ambiente del Comune di Aprilia, Alessandra Lombardi, con un intervento dal titolo " Gorvernare fuori dai partiti".Nel corso della manifestazione saranno presentati al pubblico i due candidati di Aprilia per la lista civica RETE DEI CITTADINI Ornella Pisotolesi e Marco Finotti.
Cosa succederebbe in una città come Roma, se dal giorno alla notte i semafori si trasformassero in fiori, i lampioni in pale eoliche, i segnali stradali in alberi? Una città ecosostenibile che prende vita: è questo il concept che è dietro questa campagna di comunicazione non convenzionale. Obiettivo della campagna quello di sensibilizzare i cittadini, in particolare i giovani, a considerare l’ambiente in cui viviamo come un luogo da recuperare e da trasformare in meglio, in un luogo “DOC”, in cui la qualità della vita urbana sia finalmente garantita.
Sono stati utilizzati tutti materiali eco-sostenibili come foglie di legno appese ai lampioni e stencil disegnati non con terribili bombolette spray ma con materiale biologico (come l'argilla e l'acqua).
Questi i link: www.d-o-c.it
http://www.flickr.com/photos/giovannicarapella/4431706649/in/set-72157623493637555/
Sono stati utilizzati tutti materiali eco-sostenibili come foglie di legno appese ai lampioni e stencil disegnati non con terribili bombolette spray ma con materiale biologico (come l'argilla e l'acqua).
Questi i link: www.d-o-c.it
http://www.flickr.com/photos/giovannicarapella/4431706649/in/set-72157623493637555/
RETE DEI CITTADINI DENUNCIA RAI E AGCOM
Abbiamo denunciato la RAI e l’AGCOM. La disinformazione in campagna elettorale è un reato! Il giorno 15 marzo ore 13:40 è stata depositata la prima denuncia contro i direttori della Rai e l’AGCOM per violazione della legge sulla “par condicio” presso il comando dei carabinieri “La Storta”. La RAI ignora nei suoi Tg la presenza della candidata alla presidenza della regione Lazio, Marzia Marzoli e della lista RETE DEI CITTADINI. Nei prossimi giorni seguiranno altre denuncie contro questa gravissima censura e violazione della legge che di fatto falsa i risultati elettorali delle prossime regionali. Si stanno studiando gli estremi per le denunce anche contro la carta stampata.
lunedì 15 marzo 2010
I VERI DATI DELLE ELEZIONI FRANCESI
ECOLOGIE EUROPE AL 12,5% ALLEANZA ECOLOGISTA INDIPENDENTE AL 2%. (dati definitivi al 16 marzo) Abbiamo notato più volte che è quasi impossibile trovare dati chiari sugli ecologisti nei vari giornali della sinistra italiana, fandonie su Repubblica e l'Unita', un pò meglio su la Stampa e il Corriere della Sera. La storia è sempre la stessa: non far sapere agli italiani la crescita sempre più rilevante delle forze ecologiste europee. BOYCOTT REPUBBLICA E UNITA': via via l'informazione scorretta !
PER VEDERE I VERI DATI DELLE ELEZIONI FRANCESI QUESTI SONO I LINK:
http://www.liberation.fr/elections-regionales-2010-resultats.html (più dettagliato)
http://www.lemonde.fr/
PER VEDERE I VERI DATI DELLE ELEZIONI FRANCESI QUESTI SONO I LINK:
http://www.liberation.fr/elections-regionales-2010-resultats.html (più dettagliato)
http://www.lemonde.fr/
FRANCIA: ECOLOGISTI TRA IL 15 e il 16%
Leggermente meno da quanto previsto nei sondaggi ma sempre un buon risultato: Europe Ecologie raccoglie il 13,3 % dei voti e si conferma, dopo il 16,5 delle europee, terza forza politica in Francia determinante per ogni maggioranza di governo. nelle prossime ore giungeranno i risultati dettagliati delle 26 regioni francesi. Intanto per approfondire:Il Partito socialista prima forza di Francia con il 29,1%, il partito di Sarkozy al 27,3%, Ecologisti 13,3%, altre liste verdi 2% Le Pen 11% leggi tutto....
PARIGI - Il primo dato sicuro è che hanno vinto gli astensionisti. Alle 20, dopo la chiusura dei seggi per le regionali in Francia (su Le Monde, i risultati regione per regione), risulta che più di un elettore su due si è astenuto dalle urne: tra il 52 e il 55 per cento degli aventi diritto non è infatti andato a votare. L'astensione più alta mai registrata in Francia. Tra chi ha votato, secondo le prime proiezioni, il Partito socialista ha superato con il 29,1% la destra di governo dell'Ump (27,3%) diventando la prima forza politica francese in proporzione, anche se bisogna considerare che in Francia si vota con il maggioritario a doppio turno (come in Italia per le comunali e le provinciali). domenica 14 marzo 2010
OGGI REGIONALI IN FRANCIA ECOLOGISTI DATI AL 15%
Si svolgono oggi 14 marzo le regionali in Francia. le previsioni nei sondaggi sono per una ampia vittoria della sinistra e gli ecologisti sono dati come determinanti al 15%. Tra poche ore si sapranno i dati reali definitivi. Una buona notizia per chi come noi vive in un paese arretrato culturalmente, socialmente e politicamente..
Già 2 anni fa intorno ad Europe Ecologie si erano federate molte realtà anche diverse della Francia più alternativa: dalle associazioni ambientaliste, ai comitati locali regionali, le liste civiche e i movimenti regionali.Il movimento ecologista francese propone un'alternativa a tutto campo, una riforma della politica dello stato e dell'economia orientata ad una complessiva conversione ecologica. Per chi vuole approfondire segnaliamo questo recente articolo della Stampa:
venerdì 12 marzo 2010
MA DOVE SONO GLI ECOLOGISTI?
In unico turno di voto il 28-29 marzo si svolgeranno le elezioni regionali in 13 regioni italiane: undici fra queste sono governate da coalizioni di centro-sinistra mentre il centro-destra governa Lombardia e Veneto. Stando ai sondaggi si ritiene che possano andare al centro-destra Campania e Calabria, (dove questo è alleato con l’UDC) e invece restino al centro-sinistra 5 regioni, Toscana, Emilia, Umbria, Marche, Basilicata.
Quattro regioni sono considerate “incerte”: Piemonte e Liguria (dove l’UDC è nel centro-sinistra), il Lazio (dove l’UDC è nel centro-destra), la Puglia (dove l’UDC si presenta da solo come in Lombardia, Veneto, Emilia,Toscana, Umbria).
E’ difficile individuare nei programmi delle due coalizioni e dei loro capofila PDL e PD, grandi differenze sostanziali di fondo: tranne che sul Nucleare, forse sul Ponte di Messina, sugli OGM e poco altro, PDL e PD sembrano convergere su molte importanti scelte nazionali: la TAV, i Termovalorizzatori per il problema dei rifiuti, alcune grandi opere inutili come motore dell’economia, una idea di sviluppo basato su una illusoria crescita infinita della domanda e del PIL e quindi la continua lottizzazione dello stato, dell’informazione e dell’economia.
sabato 6 marzo 2010
IL DECRETO DELLA VERGOGNA
NOTA DELLA RETE DEI CITTADINI: Le regole per la presentazione delle liste sono sbagliate, noi della RETE DEI CITTADINI lo sapevamo già. Sono state scritte e dettate da altri per limitare l’accesso al mondo della politica a chi non ne fa già parte. Noi della RETE DEI CITTADINI, pur non condividendole e partendo da una posizione di totale svantaggio, ci siamo però adeguati perché il rispetto della legalita’ viene prima di tutto . Vedere oggi l’avvilente spettacolo della politica rispetto alle illegalita’ ci fa gridare una sola parola: VERGOGNA!
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